Grazie Salvatore.
Di solito non replico ma in questo caso… una precisazione va fatta!
Attenzione, se parliamo di “giornalismo” inteso come “ricerca e accuratezza delle fonti”, di giornalismo investigativo, di cultura è un discorso altrimenti… quello che ho letto e più volte visto nuovamente su quelle testate… sfrutta la popolarità per avere dei risultati e non per fare quello che un giornalista dovrebbe fare.
Detto questo, non parlerò delle corporazioni, mi sembra superfluo e quanto mai “inutile” perché è un fatto conclamato che non si può parlare di “cultura digitale” ma solo e meramente di “adverising” traslato da una editoria tradizionale ormai alla fine della sua vita. A rimetterci sono i giovani, quei ricercatori/sviluppatori che a fronte di contribuzioni molto elevate, preclude la possibilità di “attingere” a quelle fonti/clienti che avrebbero il potenziale di “evolvere” concretamente il nostro settore.
Il tutto si traduce in “porcheria” mediatica di “utilizzatori” che ignari… danno credito e peso a quanti non hanno nessuna competenza di web, social, rete ecc… per fortuna, c’è anche chi ha il coraggio di dire la propria ed è previsto dal nostro codice civile: “diritto di critica” che non è punibile. Per tutto il resto, il web è una ottima fonte di cultura e il meno sciocco, è capace di fare una piccola ricerca e leggere da più fonti l’argomento che ha suscitato interesse e farsi una propria opinione anche, su quanto scrivono questi “signori”.
Per fortuna, ho avuto modo di conoscere dei giornalisti, Antonio Soccol è stato un mio punto di riferimento e mio amico dal quale, ho imparato il rigore e l’importanza della comunicazione che, non deve mai essere fine a se stessa, banale, faziosa o al soldo di qualsiasi logica. La libertà nasce anche nel poter essere giornalisti con la “G” maiuscola e non nel mucchio di quanti scrivono tanto per scrivere e spesso, non sapendo nemmeno di cosa stanno scrivendo.
Etica e morale… in questo, l’utente finale, è quello che viene bersagliato da pubblicità nascoste, fini di logiche di advertising e di poca informazione; non mi si può dire che se un “VIP” compra dei fiori… è una notizia ma intanto, tra questo mio articolo e quella che “compra fiori”, quello più commentato e condiviso, è l’articolo che non ha nulla. Forse hanno ragione loro, manca la cultura ed è ancora più triste scoprirlo qui in Italia dove, la cultura è stata per secoli, la panacea della nostra civiltà.
Non è grazie a questi signori, quanti scrivono non conoscendo che ci sarà un cambio di tendenza, in questo ci vedo ancora di più “la volontà” di rendere meno edotti gli utenti per poterli violentare con pubblicità ed affini ma attenzione, continuando su questa strada, i “cervelli” non potranno che guardare altre realtà impoverendo ulteriormente la nostra società. E’ un fatto, le riviste, i quotidiani, le riviste specializzate, hanno sempre meno rilevanza e vendita diretta mentre, gossip e robe simili… non solo mantengono mercato ma in qualche caso, lo incrementano; non credo sia questa la tendenza sulla quale insistere.
Colpa nostra, sarebbe sempre importante segnalarci tra di noi articoli dubbi, non fare sharing ma scrivere facendo cultura e non il loro gioco.